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Gli interventi urbanistici previsti nel XIV Municipio

 

 

Mercoledì 25 febbraio alle ore 17.30 approfondiremo con l’Assessore all’Urbanistica Maurizio VELOCCIA lo stato dell’arte dei lavori nel complesso del Santa Maria della Pietà previsti nel PUI.


Nello specifico nel Santa Maria della Pietà gli interventi in corso riguardano il recupero, la rifunzionalizzazione e la ristrutturazione ecosostenibile del patrimonio edilizio pubblico esistente, con particolare attenzione allo sviluppo e al potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività sportive, nonché della valorizzazione del Parco Monumentale, che rappresenta per la città un patrimonio di elevato pregio ambientale.


L’intervento di riqualificazione del Santa Maria della Pietà, associato ai lavori per la realizzazione degli orti urbani più grande della città a Valle Fontana, restituiscono al nostro Municipio e all’intero quadrante nordovest di Roma una nuova centralità urbana.


La sezione del PD Monte Mario dopo aver contribuito all’elaborazione e alla realizzazione di questi progetti, vuole lanciare una nuova proposta per rendere fruibile l’area dove sorgeva l’ex campo nomadi, oggi libera e bonificata, per completare la rifunzionalizzazione dell’area.


Parleremo di tutto questo con l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, con il Presidente del Municipio Marco della Porta e il Responsabile Forum Periferie e Territorio del PD Roma Alessio Cecera.


Alessio Cecera


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Congedo parentale 2026: le nuove regole

 

Dal 2026 cambiano i termini per la fruizione del congedo parentale. Ciascun genitore, alternativamente, avrà il diritto di astenersi dal lavoro non più per 5 giorni l’anno ma per 10 e nel caso in cui i figli abbiano tra i 3 e i 14 anni.

 

I genitori lavoratori dipendenti possono usufruire di un periodo di astensione dal lavoro e beneficiare di un’indennità calcolata in base al valore dello stipendio percepito. Il congedo parentale potrà essere richiesto fino ai 14 anni del figlio, non più fino ai 12 anni. Il congedo parentale consiste in un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, diverso quindi dal congedo obbligatorio di maternità o paternità, e spetta complessivamente per 10 mesi considerando entrambi i genitori. Il limite può estendersi a 11 mesi qualora il padre decida di utilizzarne almeno 3, in modo continuativo o frazionato.

 

Congedo parentale 2026: le novità

Il congedo parentale, a differenza del congedo obbligatorio di maternità o paternità, consiste in un periodo di astensione facoltativa dal lavoro. La misura prevede il riconoscimento di un’indennità erogata successivamente alla presentazione di una domanda all’INPS.

Durante il congedo parentale si riceve un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, con l’eccezione dei primi 3 mesi che vengono coperti all’80% dello stipendio se utilizzati entro i primi sei anni di vita del bambino e dopo la conclusione del periodo di congedo obbligatorio.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 viene esteso il periodo entro il quale i genitori possono richiedere i giorni di astensione dal lavoro indennizzati. Nel 2025 il congedo parentale era rivolto ai genitori, lavoratori dipendenti, che lo richiedevano entro i primi 12 anni di vita del figlio o della figlia. Dal 2026, potrà essere fruito fino ai 14 anni del bambino o della bambina o dall’adozione.

La novità trova applicazione per tutte le forme di congedo previste dalla normativa, quindi anche ai casi di disabilità o per quel che riguarda il congedo parentale indennizzato all’80% della retribuzione.

 

A chi spetta il congedo parentale INPS?

L’indennità prevista dal congedo parentale spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, sia del privato sia del settore pubblico, inclusi i lavoratori naviganti, marittimi e dell’aviazione civile, ex IPSEMA.

Sono esclusi i genitori:

  • con rapporto di lavoro cessato o sospeso;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori a domicilio.

Il congedo parentale spetta anche ai lavoratori dipendenti genitori adottivi o affidatari.

Per i lavoratori e le lavoratrici autonome, è possibile beneficiare di un particolare congedo con una durata massima di tre mesi ciascuno per ogni figlio, da fruire entro il primo anno di vita del bambino o della bambina oppure dall’ingresso in famiglia.

 

Durata

Il congedo parentale INPS spetta ai genitori in costanza di rapporto di lavoro, i quali possono assentarsi dal lavoro per un periodo complessivo di massimo 10 mesi, elevabili a 11 mesi nel caso in cui il padre si astenga dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno 3 mesi. L’astensione al lavoro può essere richiesta fino ai 14 anni d’età del figlio o dall’ingresso in famiglia (fino alla maggiore età).

In ogni caso, la madre lavoratrice può beneficiare di un periodo non superiore a 6 mesi, oltre alla maternità, il padre lavoratore può richiedere un periodo non superiore a 6 mesi, elevabile a 7 nel caso in cui si astenga per un periodo non inferiore a 3 mesi.

Il genitore, madre o padre con affidamento esclusivo, ha diritto a un periodo continuativo o frazionato che può arrivare fino a 11 mesi.

Il congedo spetta al padre lavoratore dipendente anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre e anche se la stessa non lavora. E’ sempre possibile richiedere il congedo frazionato ad ore.

 

Come fare domanda?

Coloro che intendono beneficiare dei periodi di congedo parentale INPS devono inviare un’apposita domanda all’INPS prima dell’inizio del periodo richiesto. Se la domanda viene presentata successivamente verranno pagati solo i giorni dopo la data della richiesta.

Per inoltrare la domanda è necessario utilizzare il servizio online sul sito dell’INPS, accedendo con credenziali SPID (almeno di 2 livello), CIE o CNS.

In alternativa, la richiesta si può presentare presso enti di patronato e intermediari abilitati oppure tramite il contact center, chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

Per la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro.

 

 

Alessio Cecera


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Tutti i BONUS con ISEE superiore ai 25.000 euro

 

Aggiornare l’ISEE è molto importante per poter acedere ad una serie di agevolazioni, BONUS fiscali.

 

Ecco tutti quelli che possono essere richiesti per chi ha un ISEE sopra i 25.000 euro:

 

Assegno unico universale

L’assegno unico universale è il principale aiuto per le famiglie con figli a carico. La misura spetta a prescindere dall’ISEE, ma gli importi diminuiscono progressivamente all’aumentare del reddito.

Nel 2026, con un ISEE intorno ai 25mila euro, l’importo base mensile per figlio si aggira sui 161-165 euro. Avvicinandosi ai 40mila euro, la cifra scende a circa 86-90 euro al mese.

Inoltre, sono previste delle maggiorazioni per ogni figlio successivo al secondo, ovvero è riconosciuta una maggiorazione di circa 99 euro mensili per ISEE basso (con decrescita nelle fasce ISEE più alte), e per nuclei in cui entrambi i genitori lavorano è prevista una maggiorazione aggiuntiva di circa 35 euro mensili per figlio (decrescente al crescere dell’ISEE).

Particolarmente rilevante è la maggiorazione per i figli piccoli, che fino a un ISEE di 40mila euro garantisce un incremento del 50% della quota base per i bambini fino a un anno di età. In caso di famiglie numerose con almeno tre figli, questo incremento si estende fino al compimento dei tre anni del figlio più piccolo.

 

Bonus asilo nido

Il Bonus asilo Nido è un altro aiuto in favore delle famiglie con bambini piccoli. Il bonus nido è un contributo economico erogato dall’INPS per sostenere le famiglie nelle spese di frequenza degli asili nido, sia pubblici che privati, o per forme di assistenza domiciliare in caso di gravi patologie che impediscono al bambino di frequentare il nido. E’ previsto in favore dei genitori con figli fino a 3 anni con un rimborso delle rette massimo che arriva fino ad un massimo di 3.000 euro.

Le famiglie con ISEE compreso tra 25mila e 40mila euro possono ottenere un rimborso massimo di 2.500 euro all’anno, corrispondente a 227,27 euro mensili per un massimo di 11 mensilità. E’ prevista una maggiorazione per i figli successivi al primo nati dopo il 2024: in questo caso, l’importo può arrivare fino a 3.100 euro annui, equivalenti a 281,81 euro mensili.

Anche chi supera i 40mila euro di ISEE può beneficiare del bonus, con un importo ridotto a 1.500 euro annui e senza le maggiorazioni per i figli successivi.

 

Bonus mamme lavatrici

Alle lavoratrici madri con due figli (con esclusione dei rapporti di lavoro domestico), sono riconosciuti nel mese di dicembre fino a 480 euro su base annua, una somma non imponibile ai fini fiscali e contributivi. Il bonus ammonta a 40 euro mensili per ogni mese occupato in attività lavorativa, tuttavia viene corrisposto a dicembre su base annua in un’unica soluzione alla madre titolare di reddito la lavoro non superiore a 40mila euro

Il beneficio spetta alle lavoratrici madri con due figli fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo, ampliando così la platea delle beneficiarie rispetto alle misure precedenti.

 

Bonus nuovi nati

Dal 2025 è attivo anche il bonus nuovi nati, un contributo una tantum da 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o accolto in affido pre-adottivo. L’agevolazione spetta alle famiglie per la nascita di un figlio o di una figlia nel corso dell’anno. Il bonus permette di beneficiare di 1.000 euro una tantum ai nuclei familiari con ISEE fino a 40mila euro, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 e si può presentare entro 120 giorni a partire dall’evento.

 

Università

Per coloro che si trovano nella fascia ISEE tra 24-26mila euro, molti atenei applicano una riduzione delle tasse universitarie del 30%, con sistemi che possono diventare progressivi anche in base al merito. Le agevolazioni possono variare in base alle disposizioni delle singole università.

 

Bonus psicologo

Il bonus psicologo ti permette di beneficiare fino a 500 euro per le sedute di psicoterapia nella fascia ISEE tra 30mila e 50mila euro, tramite domanda all’INPS.

 

Bonus cultura

Un altro bonus usufruibile da chi ha un ISEE superiore ai 25mila euro è il vecchio bonus cultura, ovvero della Carta della Cultura Giovani e la Carta del Merito.

La Carta della Cultura Giovani è destinata ai nati nel 2007 con un ISEE non superiore a 35.000 euro, quindi legata sia all’età sia alla situazione economica. La Carta del Merito, invece, premia il risultato scolastico. Spetta a chi ha conseguito la maturità 2024-2025 con 100 o 100 e lode, indipendentemente dall’ISEE.

 

Alessio Cecera


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Proposte per la Mobilità nel XIV Municipio

 

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